REVELANT: OGGI ALLA CARNIA POCHE CARAMELLE E DOMANI LA REGIONE SI RIPRENDE L’INTERA TORTA


“La maggioranza, lasciando senza risposte molte criticità esposte e dimostrando ancora una volta una incapacità all’ascolto ed al confronto con i territori, approva il piano delle emergenze regionale con i soli voti del partito democratico, che di democratico oramai ha solo il nome, e del gruppo dei Cittadini, in sostanza con la rappresentatività inferiore a 2 persone su 10 aventi diritto al voto.”

Ad intervenire è il consigliere regionale di Autonomia Responsabile, Roberto Revelant, da mesi impegnato per la salvaguardia e valorizzazione dei territori più deboli.

“Risposte insufficienti o addirittura assenti alle numerose criticità evidenziate dei medici dirigenti sono state le vere protagoniste della commissione da cui ci si aspettava ben altro esito. Abbiamo capito – continua Revelant – che l’innovazione cardine legata all’utilizzo dell’elisoccorso notturno fino alle 24, non è praticabile fin tanto chè non vi sarà un adeguamento delle elipiazzole, per il quale non sono stati quantificati ancora né le aree né tanto meno i costi, senza contare che entro i 50 km dagli ospedali interessati è più opportuno utilizzare l’ambulanza.”

revelant_1 “Per non parlare poi del rispetto delle regole su cui si fonda il piano che vede il soccorso entro i 18 minuti in area extraurbana solo di giorno con l’implementazione delle ambulanze soprattutto nelle valli della Carnia, mentre la notte la situazione sarà addirittura peggiore dell’attuale ed a pagarne è nuovamente l’area montana, in particolare il Gemonese, Val Canale e Canal del Ferro.”

“Dopo i crolli del ’76 per mano della natura il pronto soccorso e l’area di emergenza del nosocomio gemonese, ricostruito nel rispetto delle più moderne normative antisismiche, diventerà ora, per mano della giunta Serracchiani, un punto di primo intervento ed un garage per l’ambulanza. Spero di sbagliarmi ma temo che dai tavoli della mancata concertazione territoriale e politica si passerà sempre più ai tavoli dei tribunali, causa il tardivo arrivo dei mezzi di soccorso.”

“Infine – conclude Revelant – il dato più preoccupante: il silenzio o peggio ancora la condivisione della riforma sanitaria prima e del piano dell’emergenza ora di alcuni Sindaci dell’Alto Friuli Serracchiani-dipendenti che non hanno ancora valutato che il pronto soccorso gemonese vanta quasi 14.000 accessi l’anno, di cui solo 1/10 che accede attraverso la chiamata del 118 con relativa uscita dell’ambulanza. Pensiamo veramente che tutti gli altri 12.000 cittadini che arrivano con mezzi propri andranno a Tolmezzo o si rivolgeranno anche a San Daniele ed Udine?”.