Palmanova entra nel novero dei patrimoni dell’umanità Unesco, cui appartengono già Cividale e Aquileia. Si va a consolidare una triade di archeologica, storica, urbanistica di enorme rilievo internazionale, cui la Regione dovrebbe prestare la massima attenzione: il problema che sollevo non è solo turistico, ma anche istituzionale, e parlo delle Uti, che dovrebbero in futuro essere modificate in base alle reali esigenze di sviluppo economico. Esse riguardano anche le faccende culturali sulle quali i nostri governanti – e sopratutto quelli attuali – non sono molto sensibili. Noi lo facciamo presentando in rapida successione tre video che mostrano la storia della città stellata e sopratutto, in quello iniziale, la geniale configurazione architettonica. Il primo dei quali lo troverete nella pagina cultura di questo sito web.
Palmanova, lo sappiamo tutti, nasce da un’idea, la quale a sua volta risponde a terribili necessità belliche. E Palmanova incarna plasticamente ( e meravigliosamente) il dissidio plurisecolare che divise dall’anno mille in poi il nostro territorio tra pertinenze del Patriarcato di Aquileia e la Contea di Gorizia. Tutto si tiene in una fase di cambiamento universale: l’Europa passa dal Medioevo feudale all’Età moderna dei grandi imperi e delle Nazioni. Il processo comincia nel ‘300, ma si sviluppa rapidamente. Nel 1420 la prima “potenza regionale” a cadere per mano della Serenissima in espansione è l’agonizzante Patriarcato di Aquileia. Ottant’anni dopo, nel 1500 l’ultimo conte di Gorizia, Leonardo, muore senza che la mantovana Paola Gonzaga gli abbia dato un erede. Sulla cospicua e strategica eredità di Leonardo si apre un contenzioso di portata europea tra Venezia e gli Asburgo. L’Imperatore Massimiliano, in base ad antichi trattati, si impossessa immediatamente di Gorizia e dei suoi territori. Ma Venezia non sta a guardare e pochi anni dopo un esercito guidato da Bartolomeo D’Alviano dopo aver espugnato Cormòns e massacrato i suoi cittadini, conquista Gorizia: la fortezza che racchiude Borgo Castello, forte di ottocento armati resiste per qualche giorno. I combattimenti sono violenti. Il vessillo di San Marco viene issato sul castello di Gorizia il 22 aprile del 1508.
Il dominio veneziano dura pochi mesi, il tempo di avviare l’adeguamento del castello medievale ai criteri della guerra moderna. Già nell’anno successivo gli Asburgo rientrano in possesso di Gorizia, che resterà austriaca, a parte il periodo napoleonico, fino alla Prima Guerra Mondiale. Si viene a creare una complicata situazione geopolitica a macchia di leopardo in cui si inseriscono anche la sempiterna minaccia turca e le scorrerie dei pirati Uscocchi, che la Serenissima ritiene pilotati dagli Asburgo. Venezia decide di costruire ex novo una città fortezza: la magnifica Palmanova, la cui storia ed esistenza è strettamente legata alle grandi vicende europee. Nel video di questo post, c’è la prima parte, che narra “come” fu inventata Palmanova, figlia delle strategie e delle meraviglie rinascimentali e barocche della cultura urbanistica italiana. Nella seconda parte entreremo negli straordinari segreti difensivi di questo capolavoro dell’urbanistica barocca.
