“Svolta” immigrazione – di R.Tondo


La presidente Serracchiani si è accorta con anni di ritardo che esiste un’emergenza profughi in Regione che travalica qualsiasi buonismo, ma che abbassa notevolmente il livello della vita quotidiana dei cittadini del Fvg, che sentono di vivere in un ambiente sempre più a rischio, come dimostrano quotidianamente le cronache dei giornali.  Lo fa scrivendo una letterina piena di buone intenzioni al “suo” ministro Minniti: una lettera in cui  contraddice tutta l’inconcludente narrazione  ideologica costruita dall’assessore Gianni Torrenti nell’ultimo anno.  Meglio tardi che mai?  Una ben magra consolazione, e spiegherò perchè. La distanza del Palazzo del Pd dalle strade, dai paesi, dalla gente sta diventando cosmica mentre sconcerta che la cosiddetta “svolta” su un problema così grave e complesso  sia così sfacciatamente figlia delle recenti sconfitte elettorali, dal vertiginoso calo dei consensi. Non si agisce quindi per salde convinzioni o per mettere in sicurezza il territorio: si passa dal buonismo tout court all’adesione mascherata alle tesi del centrodestra, anche perché la letterina della Serracchiani  ha lo stesso valore di quelle che i bimbi mandano a Babbo Natale. Un desiderio,  come ha confermato Torrenti parlando dei rimpatri, che pensa di risolvere il problema “con un pizzico di formazione professionale e qualche forma di incentivo economico a convincere alcune persone a lasciare il Fvg (sic.) ”.  Invece di queste chiacchere avremmo voluto vedere provvedimenti concreti, qualche decisione immediata, di cui non sottovalutiamo la difficoltà ma la politica, quella vera, richiede coraggio. La confusione culturale e lo scollamento tra questi rappresentanti regionali e la gente che governa è invece  preoccupante: il popolo friulgiuliano che la governatrice descrive come placido armento al pascolo, vive un malessere quotidiano sulla propria pelle nelle strade nelle vie, nelle piazze, nei giardini di tutte le città e dei paesi: non è razzismo, noi lo sappiamo, ma un bisogno di riacquisire dignità, pulizia, ordine:  elementi  alla base della convivenza civile. La gente si domanda se dalle loro distanze siderali gli assessori regionali vedono  quello che sta succedendo in alcune strade di Udine.  La “svolta” della Serracchiani sottolinea la crisi culturale in cui si dibatte ormai questa sinistra, che non ubbidisce più a idealismi  e  linee politiche, ma che vivacchia andando dove tira il vento. Ecco perché sperando che abbia qualche effetto pratico, non ci entusiasmiamo per iniziative che quando vennero ventilate da  Autonomia responsabile furono definite populiste, se non addirittura xenofobe.

RENZO TONDO