Sibau: staminali e ricerca, Regione sorda


“Ricerca scientifica e cellule staminali: un altro ordine del giorno respinto dall’amministrazione regionale”: a dichiararlo il consigliere regionale di Autonomia Responsabile, Giuseppe Sibau che spiega così la vicenda: “Questa volta si trattava di favorire il prosieguo della ricerca scientifica dell’Ateneo di Udine in materia di staminali, vale a dire le cellule in grado di auto rinnovarsi estensivamente rimanendo indifferenziate, ma dando origine a una progenie di cellule specializzate. Nonostante al momento attuale se ne stia discutendo molto, gli studi risalgono agli anni ’60 e ’70 e sono stati condotti da Edward Donnall Thomas, il quale dimostrò che le cellule del midollo osseo, una volta infuse per via endovenosa, risultano in grado di ripopolare il midollo osseo dell’ospite e produrre nuove cellule del sangue. Sono già stati inoltre effettuati dei trattamenti sperimentali utilizzando le conoscenze acquisite in laboratorio in merito a queste cellule: pensiamo al trattamento delle lesioni degli epiteli di rivestimento, delle disfunzioni cardiache, delle patologie del muscolo scheletrico e ancora di quelle degenerative del sistema nervoso. Ottimi i risultati raggiunti nella cura di leucemie e linfomi, ma anche di malattie congenite e metaboliche grazie alla donazione da parte delle neo mamme del sangue del cordone ombelicale contenente, a sua volta, cellule staminali. Il mio obiettivo – spiega Sibau – risulta mettere in grado le figure professionali dotate delle necessarie competenze di approfondire la ricerca in condizioni e strutture adeguate per fare il massimo al fine di aiutare le famiglie in difficoltà senza dovere attendere chissà quanto tempo ancora. La crisi economica attanaglia da tempo la ricerca e molte menti eccelse del Friuli Venezia Giulia sono costrette ad andare all’estero; tutto ciò provoca un impoverimento del territorio. Scarsi sono stati, nel 2016, i finanziamenti statali, per non parlare dei contratti a tempo determinato che non offrono prospettive. Dopo avere richiesto adeguati contributi alla giunta regionale senza risultato, ho deciso di proseguire la battaglia a favore della ricerca dell’Università di Udine nel campo delle cellule staminali con un’interrogazione in merito. Ricordo, infatti, alla presidente Serracchiani e all’assessore competente Telesca che quest’ultimo risulta uno dei settori di sviluppo più promettenti in ambito biotecnologico e industriale; basti pensare che gli Stati Uniti vi investono, in media, oltre cento milioni di dollari all’anno, solo per quanto concerne la ricerca privata. Soggetti affetti da patologie altrimenti incurabili come Alzheimer, sclerosi multipla, distrofia muscolare progressiva e Parkinson potrebbero ricevere delle risposte, migliorando se non altro la qualità della propria vita. Per tutte queste ragioni, un mancato sostegno delle istituzioni in questo settore rischia di avere effetti molto negativi, per tutti”.