Il Sud brucia: paga il Nord?


di Valter Santarossa – “Il Sud brucia, toccherà al Nord pagare? Sicilia, Calabria e Campania vanno a fuoco per incendi dolosi? Prepariamoci all’ennesimo stanziamento straordinario per il Mezzogiorno”. Così Valter Santarossa, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, nel chiarire che “si tratta di una provocazione che poggia, drammaticamente, su una base di disincantato realismo. Atteniamoci ai fatti. Oltre 26mila ettari di bosco sono andati in fumo in un mese. La Sicilia si conquista il triste primato di regione più colpita con 13mila ettari bruciati. Seguono Calabria con quasi 6mila ettari e Campania con 2mila e 500. Rari, rarissimi i casi di incendi per cause naturali o accidentali. Sono roghi voluti, che distruggono polmoni verdi e creano enormi disagi anche al turismo. Quando verranno quantificati i danni? Cosa farà l’Italia? Temo di conoscere la risposta: saranno le Regioni virtuose a mettere mano al portafogli e pagare per i danni prodotti da piromani che agiscono secondo una strategia precisa”. Ancora Santarossa: “Il vero problema è che mancano gestione e controllo del territorio. La Calabria ha 10mila e 500 forestali, che ci costano 240 milioni di euro. In Calabria abbiamo un forestale per ogni 191 abitanti. L’estensione territoriale di boschi e foreste fatica a raggiungere i 6mila e 500 chilometri quadrati. Prendiamo il Canada: 400mila chilometri quadrati di foreste e 4mila e 200 ranger, figure equiparabili ai nostri forestali. I canadesi hanno un ranger ogni 8mila abitanti, eppure la loro gestione del territorio è impeccabile”. Santarossa continua: “Paradossale la situazione della Regione Sicilia, che utilizza la specialità in modo molto diverso rispetto al Friuli Venezia Giulia. Sono complessivamente 28mila gli addetti al servizio forestale. Com’è possibile che, nonostante questo esercito, i boschi della Sicilia vadano a fuoco? Qualcuno si spingerà a chiedere altre assunzioni?”. Santarossa chiude: “Tra qualche settimana, vedremo chi pagherà il conto. Il Friuli Venezia Giulia, sempre in prima fila con la sua Protezione Civile quando si tratta di risolvere problemi in casa altrui, chiede da tempo più risorse per gestire l’immigrazione. Ogni nostra richiesta cade puntualmente nel vuoto. Sarebbe profondamente ingiusto costringere una regione piccola e virtuosa a pagare per ripianare il debito provocato dagli incendi dolosi al Sud. La presidente Serracchiani, che nelle ultime settimane si è convertita alla linea dura sull’immigrazione (a parole), chiarisca che il Friuli Venezia Giulia non può farsi carico delle incapacità gestionali di altri territori. Non solo: i piromani dovrebbero essere puniti in modo esemplare. Sono stragisti ambientali, e come tali devono essere trattati”.